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CHI E’ IL LEONBERGER?

Caro Lettore, iniziamo insieme questa nuova settimana nel migliore dei modi, parlando di cani, e come potevamo iniziare altrimenti? 
Donatella è da sempre innamorata dei cani, di tutti i cani, ma soprattutto è una vera e propria esperta di Leonberger.


Ne avete mai visto uno?

Se siete curiosi continuate a leggere per scoprire cose molto interessanti su questo “gigante buono”.


Allora Donatella, partiamo dall’inizio: quando e come è nata questa tua passione?

 E’ vero: da che ho memoria, ho sempre amato i cani. Tutti! A prescindere dalla morfologia, mi piaceva qualsiasi cane. Il mio primo Leonberger, LEO, è arrivato nel 1996, vent’anni fa. A quei tempi, oltre ad avere una bimba di 8 anni, avevo anche una Golden Retriever, LUCKY, di due anni e una Terranova, MAFALDA, di 10 mesi. Lucky e Mafalda, erano molto brave, buone, amavano la mia bambina, ma Leo era un cane saggio. Leo anche da cucciolo era saggio: calmo, dolce, obbediente, pacato, giudizioso. L’equilibrio fatto cane. Per questo mi sono innamorata di questa razza. Quando i miei tre cani hanno incominciato ad avere un’età un po’ critica (9 – 10 e 11 anni) ho pensato di inserire un cucciolo: ero certa che loro tre mi avrebbero aiutato ad educare il nuovo arrivato ed ero molto felice di poter inserire un cucciolo in un branco così equilibrato. Ma quale delle mie tre razze preferite? Ho scelto il Leonberger per via del carattere facile di Leo. E così è arrivato WALLACE. E poi, dopo un anno, OSCAR, e poi, dopo un anno TOBIA. Credo di essere entrata definitivamente nel magnifico “tunnel” della “dipendenza da Leonberger!”.
Chi sono oggi i tuoi amici pelosi? Come si chiamano? Descrivili brevemente così che possiamo conoscerli meglio anche noi.


Purtroppo di quel gruppo iniziale è rimasto solo Tobia, che oggi ha otto anni e mezzo. Ma proprio perché sono una leo-addicted con noi vivono anche SALLY, che ha sette anni, sua figlia TABATA che tra poco compirà 4 anni, LADY, di tre anni e GIOTTO, il più piccolo che ne ha due e mezzo.  Pur appartenendo alla stessa razza ognuno è un individuo a sé. Hanno in comune la grande bontà d’animo ma ciascuno di loro manifesta questa bontà in modo del tutto personale. Tobia è un cane molto obbediente. Un soldatino. Ma, è il più fragile, molto sensibile e reattivo. Sally ha un carattere molto solido, è pacata, discreta e paziente. Sua figlia Tabata è molto intelligente, attenta ad ogni nostra emozione. Con Tabata ci si intende al minimo sguardo, anche sollevando un sopracciglio. E’ impressionante il livello di comunicazione che ha Tabata! Lady e Giotto sono la bontà fatta cane. Quando andiamo nei luoghi dove ci sono anche cani un po’ “mossi” loro hanno la capacità di interagire con ciascuno senza mai entrare in conflitto. Se proprio non riescono ad esserne amici tornano da me, festosi”.


Perché questa razza si chiama proprio Leonberger? 


“Le origini del Leonberger sono tedesche, precisamente di Leonberg; dove il signor Essing (1808 – 1889), cittadino e consigliere di questa città, iniziò a incrociare diverse razze di cani molossoidi perché, si suppone, desiderasse ottenere una razza che assomigliasse all’immagine riportata sullo stemma della città di Leonberg. Dopo tanti tentativi riuscì ad ottenere questo bellissimo esemplare con incroci tra Terranova, San Bernardo, Cane da Montagna dei Pirenei. Il primo esemplare venne alla luce nel 1846. In una esposizione canina a Monaco nel 1870, dissero che il più bel cane della mostra era un cane fulvo con delle sfumature nere e assomigliava ad un leone.  In seguito molte persone illustri come Napoleone III, Garibaldi, Wagner, ed altri ancora furono orgogliosi del loro Leonberger. Anch’io, nel mio piccolo, lo sono!”.
Quali sono le sue caratteristiche fisiche e le sue necessità? 

“Non sono cani che necessitano di tantissima attività fisica. Dopo una passeggiata hanno bisogno di tanto tempo per riprendersi e dormono come angioletti.  Credo che per accontentarmi sarebbero anche capaci di fare agility ma a mio avviso sarebbe rischioso per il loro peso, per le loro articolazioni. Ho sentito persone che portano il loro Leonberger anche in protezione civile, per la ricerca in superficie e su macerie ma la mia opinione è che sono cani troppo pesanti e sottoporli ad un lavoro potrebbe essere rischioso. Se gradiscono possono piuttosto essere più disinvolti nel soccorso in acqua. I miei non amano particolarmente nuotare. Entrano in acqua solo per farmi piacere e ogni tanto mi piace stimolarli con un’esperienza nuova, ma la loro attività preferita è quella di stare con noi, a prescindere da cosa facciamo. Se ci sediamo a leggere o a guardare la televisione mi dà l’idea che siano molto felici”. E, per quanto riguarda il carattere, è davvero un “gigante buono” come spesso viene definito? “E’ vero, Chiara, molti lo hanno definito “il gigante dal cuore buono”, e hanno ragione perché il Leonberger è un cane dolce e sensibile, ama la vita in famiglia. Spesso mi sento dire: ” 5 cani così grandi??? Chissà che giardino che hai?” In effetti ho il giardino ma i miei cani vivono soprattutto in casa.  Il giardino è comodo per me, che se non sto bene o non ho voglia di uscire, loro possono espletare i loro bisogni ma un Leonberger segregato in giardino a fare il cane da guardia sarebbe proprio un cane infelice.  Ha bisogno di contatto. Proprio di contatto fisico. Credo che sia il cane da grembo più grande che ci sia!  In casa ci sono le migrazioni: se io mi sposto dal soggiorno alla cucina ho cinqueombre che spostano il loro peso da un pavimento all’altro.  In questo momento sono sotto la scrivania: uno dorme direttamente sui mie piedi e gli altri sono intorno, perché ovviamente la mia scrivania non è così grande da poterli ospitare sotto, tutti contemporaneamente! Sono sempre felici e disponibili di fare passeggiate. L’ideale è nei grandi spazi, dove pur avendo l’opportunità di correre liberi scelgono di camminare accanto. E’ una delle esperienze più dolci e più belle che ogni proprietario possa sperimentare”.
Quando fai una passeggiata con i tuoi cani qual è il commento che senti più spesso fare?

“Oddio … cos’è un vitello (un orso, un leone)?? Ma chissà quanto mangia!”  (Magari! Mi devo sempre inventare qualcosa per farli mangiare … ). “Chissà che giardino grande che ha, per farci stare questi cani enormi!?!” (Mah! Sinceramente vivono in casa). “Ma che razza è?”  “Ma riesce a tenerlo?”.
Per concludere a chi consigli questo tipo di cane? A tutti coloro che pensano di poter riuscire a rispettare il loro bisogno di contatto, perché questi cani sono meravigliosi compagni di vita. Non sono nani da giardino. Sono creature meravigliose che non chiedono altro che vivere insieme, facendo le cose insieme”.
Ringrazio Donatella per la disponibilità e tutti i lettori sperando di avervi fatto cosa gradita.

… al prossimo articolo!


Ciao


Chiara

P.s.: continuate a seguirmi sulla pagina 

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