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Matteo e Alice: il tradimento ai tempi di Internet (seconda parte)

“Finalmente, dopo aver tanto provato e atteso, Alice e io iniziamo a convivere per davvero e le cose vanno così bene che pensiamo di organizzare il nostro matrimonio per la primavera seguente. A me sembra un sogno che si realizza! Sono felice e finalmente sicuro della nostra coppia e del nostro progetto comune.In questo periodo di convivenza mi rendo conto che Alice lavora tantissimo, che è sempre fuori casa, che ha moltissimi impegni. Spesso quando al sabato o alla domenica mattina mi sveglio, anche se è presto non la trovo in casa, e quando le chiedo dove è stata lei mi brontola qualche spiegazione frettolosa e poco chiara.

Spesso in queste occasioni si arrabbia, mi ripete che lei ha bisogno del suo spazio di libertà e anche di riflessione perché, dice, in realtà non ha ancora digerito il mio rifiuto alla convivenza di due anni prima.

Nel frattempo Alice è sempre più coinvolta nel gioco di ruolo on line. Io mi ero un po’ raffreddato, la mia sensazione era che ci fosse qualcosa di inquietante e che il cosiddetto “master”, cioè la persona alla guida del gioco, quello che ne conosceva i dettagli e che ne imponeva il sistema di regole, si comportasse in maniera arrogante e poco chiara.

Già il gioco di ruolo in sé non era certamente rilassante o fantasioso e ludico: le ambientazioni erano cupe e deprimenti, i temi trattati e le missioni proposte avevano a che fare con temi assolutamente scottanti come la morte, soprattutto, ma anche la morale, la coerenza, la giustizia, il senso della vita, l’amore. Chi giocava assiduamente, presto era trasportato in un mondo parallelo dove era impossibile distinguere il bene dal  male, e si trovava a dover fare scelte terribili con grande naturalezza e spregiudicatezza morale. Alice ne era quasi ossessionata.

Bene, dopo qualche mese di convivenza lei mi chiede di andarmene di casa per un pò, perché vuole capire se davvero siamo pronti per il matrimonio, se ci mancheremo o se staremo meglio da soli.

Mi crolla il mondo addosso ma, naturalmente, accetto e la lascio sola. E poi, dopo nemmeno due mesi, lei mi chiama e mi dice che posso ritornare a casa: ha capito che anche lei desidera sposarmi. Il sogno ritorna! Ci sposiamo e siamo felici. Almeno, io ne sono fermamente convinto”.

Il racconto di Matteo è senza dubbio avvincente, ma vi chiedo di fermarci un attimo a rileggere bene i passaggi e a riflettere. Lasciamo stare per il momento l’ossessione per il gioco di ruolo on line che di per sé potrebbe non rappresentare un problema. Stiamo piuttosto sulle dinamiche che questa coppia ci presenta. In quale punto, di questa seconda parte, vi sembra di scorgere un passaggio poco chiaro? In quale momento del racconto avvertite una certa disparità di potere tra i due partner?

Diciamo che Alice ha vissuto malissimo il rifiuto di Matteo. Va bene. Diciamo anche che Alice lo mette alla prova e si comporta in maniera molto volubile e indipendente.

E Matteo? Cosa pensate del suo modo di accettare e accogliere senza reazioni qualsiasi esigenza che Alice gli presenti? Vieni a casa con me, vattene, adesso ritorna. Come pensate che avrebbe potuto interagire, Matteo, con queste richieste così spiazzanti di Alice?

Di cosa ha paura Matteo? Dove termina il suo senso di colpa per il rifiuto della convivenza, e dove inizia la sua paura di rimanere solo, di scontentare Alice ancora una volta? Non possiamo sicuramente dedurre che Alice non ami Matteo, o che si stia prendendo gioco di lui. Ancora no. Possiamo però ipotizzare che la sua passività e acquiescenza la facciano sentire poco desiderata?

Nella storia di questa coppia, se rileggete tutto bene dall’inizio, Alice ha preso tutte le decisioni, ha lavorato per prima, ha avuto la casa e l’indipendenza. Ha sempre dimostrato intenzione e volontà di costruire una vita con Matteo.

Cosa sta succedendo? Certamente non diamo colpe, non attribuiamo responsabilità. Ci limitiamo a osservare lo scambio reciproco di queste due persone che non sono mai in sintonia nei momenti cruciali della loro storia. E andiamo avanti col racconto di Matteo.

“Nell’estate successiva al nostro matrimonio Alice mi comunica che ha bisogno di relax e che approfitterebbe dell’invito al mare di un comune conoscente, il master del gioco di ruolo del quale ho parlato prima, per trascorrere una settimana di vacanza.

Le dico che non posso prendere ferie in questo periodo dell’anno e con un preavviso così breve. Però le prometto che ci avrei provato, e che avrei saputo dirle qualcosa la sera del giorno seguente. Peccato che all’ora di pranzo del giorno successivo lei risponda alla mia telefonata dall’ufficio dicendo che ormai è già in viaggio per il mare, che aveva deciso così e che non vede ragione per attendere ancora! E che comunque preferisce stare qualche giorno da sola.

Mi arrabbio, poi mi calmo, perché come sempre preferisco farmi vedere comprensivo e accogliente. Ancora una volta chiudo gli occhi, smetto di pensare, mi calmo e mi dico che va tutto bene, che lei ha diritto al suo spazio e che non c’è ragione alcuna di prendermela a male. Lei ama me da sempre e ora siamo insieme come marito e moglie.

E arriviamo al mese di dicembre di quell’anno: Alice torna a casa furibonda, disperata, indignata e agitatissima: ha saputo che il conoscente comune, il master del gioco on line dal quale aveva trascorso le vacanze a luglio si è fidanzato con una amica comune, anche lei coinvolta nel gioco. La notizia a me sembra innocente, persino bella, eppure la manda in bestia, la fa infuriare, inveire!

Io non capisco, non ci vedo nulla di male. In fin dei conti sono entrambi liberi e adulti, e proprio non comprendo la furia di mia moglie.

Questa reazione spropositata mi fa scattare un campanello d’allarme e in un certo senso mi apre gli occhi: inizio a controllare Alice, spio le sue mail, i messaggi e le telefonate dal suo cellulare e faccio una scoperta …”.

Che Matteo ci racconterà nella terza e ultima parte di questo articolo, la prossima settimana

Vi lascio con la vostra curiosità e con le riflessioni che abbiamo impostato poco prima.E vi abbraccio

Cristina

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