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COME LITIGA LA TUA COPPIA? PRENDETE UN FOGLIO DI CARTA …

Avete voglia di fare un piccolo esperimento per capire qualcosa di più sul vostro modo di litigare nella coppia?

C’è un esercizio molto semplice e allo stesso tempo molto significativo che si fa durante i percorsi di Counseling con le coppie. E’ un’esperienza diretta e immediata che mostra chiaramente gli stili di conflitto che i due partner mettono in pratica nella relazione.Si fa così: i partner sono seduti o in piedi, uno di fronte all’altro. Ciascuno tiene con la mano dominante (la destra, normalmente, la sinistra per chi fosse mancino), l’estremità di un foglio di carta, diciamo un formato A4, non troppo spesso. La distanza tra le due persone è tale che il braccio di ciascuno è leggermente piegato.

A questo punto si chiede alle due persone di immaginare che il foglio di carta metaforicamente rappresenti qualcosa di molto importante per ciascuno di loro. Un valore irrinunciabile come la fedeltà, l’indipendenza, la fiducia, oppure una questione sulla quale i partner si contendano qualcosa, un figlio, la certezza di avere ragione, il potere di decidere.

Non necessariamente si devono immaginare questioni enormi per importanza e conseguenze nella vita della coppia: spesso, infatti, ci contendiamo “semplicemente” il diritto di decidere dove fare le vacanze, quale modello di automobile acquistare, con quale famiglia di origine trascorrere la sera di Natale …

Vero è che qualsiasi tema di conflitto e discussione, per quanto superficiale e concreto possa apparire, cela significati nascosti in profondità: mentre ti rimprovero di non esserti vestita come desidero io, ti sto forse dicendo che mi sono accorto che non hai più nessun desiderio di piacermi?

Comunque sia, quando i partner sono pronti in posizione, quando hanno immaginato, ciascuno privatamente e senza comunicarlo all’altro, il motivo del contendere, possono iniziare a muovere la mano e il braccio che tengono il foglio in modo da sottrarlo al partner, in modo da avvicinarlo a sé o da sentirne maggiormente saldo il controllo. E naturalmente, dal momento che entrambi faranno lo stesso esercizio, ciascuno reagirà di conseguenza e a suo modo alle azioni dell’altro, assecondando, tirando più forte, strappando, lasciando andare, resistendo passivamente.Semplice, no? Eppure in questo piccolo esperimento si possono osservare particolari e dinamiche molto interessanti. Qual è il nostro stile di conflitto? Cosa rappresenta per noi il dissenso, il non essere d’accordo? Cosa racconta della nostra idea di relazione? E’ intimità o è lontananza?

Attendo le mosse dell’altro, non prendo iniziative, cerco un contatto di occhi e magari sorrido leggermente, quasi fossi divertito dall’attività comune che stiamo per intraprendere. Perché anche il conflitto è una forma di legame e di comunicazione tra noi.

Al contrario, parto di slancio e strappo letteralmente il foglio di mano all’altro che non ha nemmeno il tempo di capire, ed è costretto a lasciarlo andare. Ho accumulato troppo rancore, desidero esprimermi a qualunque costo, non ho più tempo di ascoltare e comprendere.

Ancora, procedo per tentativi, tasto il terreno, provo a tirare, seguo il movimento dell’altro, attento a non strappare, a non rompere, a non rovinare definitivamente il foglio, a non distruggere irrimediabilmente quello che c’è tra noi.

Oppure, passivamente, resisto immobile, tengo duro, lascio a te ogni iniziativa, lascio a te la fatica dell’esprimerti, chiedere, minacciare, rompere. E in questo sta la mia grande forza.

O forse rinuncio già in partenza, non oppongo particolare resistenza. Sono stanco, lascio a te la ragione e il potere, se è quello che vuoi. Sono andato oltre e non ho più energie per il conflitto, forse non mi riconosco più in questa relazione.

E anche, tieni per te tutto il foglio. Quello che rappresenta è troppo importante perché io possa pensare di rovinarlo. E ho ormai da tempo imparato che se chiedo, se non sono sempre d’accordo, se mi faccio le mie ragioni, gli altri non comprenderanno, mi abbandoneranno, smetteranno di amarmi.

Cosa racconta di noi, della nostra personalità e delle nostre esperienze di relazione, questo esercizio del foglio conteso?

La posizione stessa del nostro corpo, il modo in cui teniamo la nostra estremità del foglio, la tensione o la rilassatezza, il divertimento e la disponibilità con le quali ci predisponiamo al compito, anche tutti questi elementi sono metafore interessanti del nostro modo di stare e di vivere il conflitto oggi, ma anche della nostra esperienza passata, dell’idea che ne aveva la nostra famiglia d’origine, dei significati che ha assunto per noi già da bambini.

Avevamo paura del dissenso? Lo vivevamo come una crescita arricchente? In famiglia veniva evitato scrupolosamente? Era sarcastico e tagliente? Urlato e pieno di energia? Intelligente e ragionato? Metteva in discussione le regole condivise, il potere, l’amore, i permessi e i divieti?

Quante riflessioni e quanti ricordi, quante consapevolezze possono scaturire da un esperimento banale come quello che abbiamo appena esaminato e descritto.

Vi invito a provarci, con la mente sgombra dai preconcetti, con la semplice predisposizione d’animo curiosa e cooperativa. Senza interpretare il comportamento dell’altro, del partner, ma piuttosto con la consapevolezza piena di cosa succede a voi, al vostro corpo, alla mente, alla pancia e al cuore.

Parliamone ancora, se vi va!

Un abbraccio

Cristina

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