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VISIONARI, CORAGGIOSI, AUDACI

Se pensate che la vostra situazione sia difficile e stressante, provate allora a immaginare che cosa Cristoforo Colombo ha dovuto sopportare e quanta forza, tenacia e determinazione mantenere sino alla fine. Ora è facile, con il senno di poi, collocarlo fra gli eroi del passato che hanno saputo dare una sterzata netta al corso della storia. E’ facile come esporsi quando il rischio è già alle spalle e se lo sono assunti altri, sebbene prima noi stessi non avremmo scommesso un cecio sulla vittoria finale. Noi adesso sappiamo che le cose stanno così ma proviamo a ripercorrerela sua ultima notte.

Proviamo a immaginarlo al buio della sua stanza, al lume di una debole fiammella di candela, assalito dai dubbi, dalle ombre, dalle possibilità pericolose sussurrate dalle voci della sua mente. Proviamo a immaginare il suo dialogo interiore, dove ogni vocina dice la sua e a tutte si può dare ragione o torto. Ciò che conta, alla fin fine, è quella che si sceglie e a cui si passa il microfono. Questo è uno dei nostri poteri: a quale voce interiore decidiamo di passare il microfono per guidarci?


Pure sua madre continuava a ripeterglielo: “Figlio mio ma dove vai? Perché vuoi rischiare a tal punto la tua vita? La Terra è piatta, non troverai altro oltre le Colonne d’Ercole se non una cascata che all’improvviso inghiottirà te e il mare. Non dare un così forte dispiacere a tua madre. Ho paura e desidero la tua sicurezza. Resta qua, rimanda… Aspetta… Non farlo… E se…? Rinuncia… Dedicati a quell’altro… Ti ricordi cosa è successo di brutto quella volta quando? …” E giù di lacrime ogni tanto.
E’ dura la vita dell’eroe. Per restare anonimi basta niente, basta sopravvivere. La solitudine che può provare l’eroe in certi momenti cruciali è qualcosa difficile da descrivere. Non c’è dubbio che sua madre volesse bene a suo figlio.  puntoè che si possono dare consigli sbagliati anche se vogliamo bene a chi ciascolta. Quando i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni sonosotto lo scacco della paura, difficilmente creeremo valore. E bisogna farsitrovare pronti, bisogna saper rispondere a quelle voci, conoscerle eaffrontarle per vincerle.
Nonostantele pressioni, Colombo partì.
E adessoimmaginiamolo a oltre metà del suo viaggio. Naturalmente lui non poteva saperedi aver quasi raggiunto la meta, più vicino alla costa di fronte a sé rispettoal porto alle sue spalle, perché i calcoli che erano stati fatti erano stati sbagliati.
Ricordiamolomentre prende decisioni importanti, di quelle che valgono la vita o la morte siaper lui e che per i suoi marinai. Quando si contano i morti e si gettano inmare. Quando vedi intorno a te la paura negli occhi di chi comincia a lasciarsiassalire dal dubbio. E il dubbio assale anche a te. “Moriremo tutti in questainfinita distesa di blu? Per quanto ancora riuscirò a sopportare la sofferenza,la fame, la malattia dentro questa nave che ci imprigiona mentre ci porta versola libertà?”. Ogni uomo lanciato in mare, un pezzo di sé che viene colpito eferito. Quanta forza deve avere l’eroe. Quanta determinazione per arrivare finoin fondo, oltre il traguardo, sulla terra ferma. Inciampare a pochi metriprima dell’arrivo sarebbe una disdetta, una beffa insopportabile. A tantiaccade. All’eroe no. Tanti non ci provano neppure. L’eroe sì.
Tu chi sei?Da che parte stai? Quanta forza sei in grado di metterci per arrivareall’altezza dei tuoi sogni? Per compiere la tua missione in questa esistenza?Per vivere da protagonista piuttosto che vivere in quel ruolo da comparsa cheti sei dato? Si può persino arrivare a credere che sia giusto restare sempre aimargini, passivi, impotenti. E’ un attimo confondere un vestito messo addossocon la nostra pelle. Per fortuna noi siamo sempre molto di più di quello chepensiamo di non potere essere o fare. Per fortuna c’è un Cristoforo Colombodentro ognuno di noi che è pronto ad essere attivato perché lui lo sa: lui sache
“Niente di incredibile è statocompiuto se non da coloro che hanno osato credere che qualcosa, dentro sestessi, fosse superiore alle circostanze”
Oraimmaginate Cristoforo Colombo che sceglie di restare in Europa. O Diego Messiin panchina che crede a quell’allenatore che non lo faceva giocare e che provavaa convincerlo che il calcio non era il suo sport. O Gandhi che rinuncia alla“non violenza” perché “di qua” e perché “di là”!
Poteteessere a turno sia l’eroe sia il rinunciatario. Qual è la vostra impresa? Qualesarà la vostra magnifica impronta in questo mondo? Come andrà a finire lavostra vita mantenendo il ruolo di comparsa?
Alla fine,parti o non parti?

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