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ALICE E ALESSIA

Ognuno di noi possiede un’aurea che, come una bolla invisibile, rappresenta la nostra estensione nello spazio. Immaginiamo di buttare due sassi in uno stagno e di osservarne il movimento ondulatorio delle sue onde. I sassi rappresentano due individui, mentre le onde rappresentano la loro energia che si espande nello spazio circostante. Cosa accade quando il campo di Alice incontra il campo di Alessia? Ecco due esempi:

ES.1) IN FASE: Alice prova per Alessia simpatia sin dal primo istante, si trova bene con lei e crea fin da subito una relazione forte e di qualità, da cui entrambe ne escono ricaricate. I due insiemi, composti dall’energia delle loro auree, si alimentano a vicenda, dando origine ad un insieme ancora più grande. Con questa premessa, qualsiasi cosa faranno insieme la faranno con la gioia nel cuore e la faranno al meglio, motivate e fiduciose l’una dell’altra. Si dice che sono in “”empatia”” e questa è la base più solida su cui poter costruire un rapporto di fiducia, aldilà della sua natura (professionale, di amicizia, di parentela …). Sondando l’invisibile, le loro onde si alimentano a vicenda (B) per cui 1+1=2. (C) rappresenta la cosiddetta INTERFERENZA COSTRUTTIVA.
ES.2) NON IN FASE: bastano pochi secondi per capire che Alice e Alessia non vanno “”a genio”” e, per quanto non sappiano spiegarselo, provano “”antipatia a pelle”” l’una per l’altra. Il capo ha assegnato loro un obiettivo comune per lo sviluppo dell’azienda ma le loro difficoltà di comunicazione renderanno difficile il compito, a scapito dell’efficienza. Se, invece, si incontrassero in una compagnia di amici, probabilmente si eviterebbero e percepirebbero la presenza dell’altra come un disturbo alla loro frequenza, come un segnale distorto che non porta valore aggiunto, semmai scarica e diminuisce la loro energia. E’ questo il caso (A) in cui il rapporto fra 1 e 1 si annulla, per cui 1-1=0 e viene detta INTERFERENZA DISTRUTTIVA.

A livello di sensazioni, noi percepiamo immediatamente delle informazioni . Troppo spesso però le neghiamo a noi stessi, ritenendo logico e opportuno fare quello che dicono gli altri, seguire la cultura dominante, non deludere le aspettative altrui … per poi accorgerci che le ricette preconfezionate troppo spesso non funzionano nel nostro caso specifico. L’interazione avviene fra ogni cosa, quindi non solo fra persona e persona ma anche fra persone e luoghi. Ci sono serate in cui usciamo di casa contenti e carichi di buoni propositi, per poi ritrovarci in un ambiente che ci svuota e scarica (a casa di un amico? Al pub? In discoteca?). Altre volte che ci sentiamo in “”riserva energetica”” e socializzare è uno sforzo, ma appena giunti a destinazione entriamo in “”fase costruttiva”” con l’ambiente e tempo un’ora diventiamo noi “”la festa””.

 
Le sensazioni sono quasi immediate, figlie dell’interazione fra i campi e dovremmo fidarci maggiormente di loro.

 
La giovane zebra, quando scorge in lontananza per la prima volta il leone, sa già che deve scappare perché riconosce subito il segnale di pericolo e minaccia. Anche noi esseri umani, in quanto “”scimmie nude””, possediamo questi istinti, peccato che li ascoltiamo sempre meno. Facciamo quello che ci dicono di fare piuttosto che quello che sentiamo di volere fare. La comprensione di questo passaggio è essenziale, e come dice il Piccolo Principe:

 
 “”L’essenziale è invisibile agli occhi””
 “”Ai grandi bisogna sempre spiegargliele due volte le cose””

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