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Pentole e Padelle Antiaderenti

L’invenzione del Teflon® fu accidentale: nel 1938 Roy J. Plunkett, un chimico della ditta DuPont, durante degli esperimenti creò per caso una sorta di materiale “ceroso” che dimostrò subito di possedere delle incredibili proprietà antiaderenti.
La ditta DuPont brevettò il Polytetrafluoroethylene (PTFE) nel 1945 con il termine Teflon® e dal 1948 è diventato un rivestimento indispensabile per la cucina: viene usato per rivestire pentole, casseruole, tegami e padelle. Grazie alle sue proprietà chimiche che gli conferiscono uno dei coefficienti di attrito più bassi conosciuti, impedisce ai cibi di attaccarsi al fondo del recipiente durante la cottura. Questa sua caratteristica è così forte che non è noto nessun adesivo chimico capace di incollare il PTFE! Inoltre è dotato di un’inerzia chimica che lo protegge dall’aggressione dei principali composti chimici usati nei detersivi; è, infatti, insolubile sia in acqua che in qualsiasi solvente organico; resiste al fuoco e può essere usato per rivestire anche l’esterno della pentola.
Queste caratteristiche rimangono pressoché inalterate da -80° a +250°! In questo range di temperature il composto è stabile. Oltre i 260° subisce dei processi di degradazione che possono essere nocivi: le sostanze che vengono generate in questi casi limite possono dare negli esseri umani sintomi simili all’influenza! (c.d. Influenza da Teflon®) Vi voglio subito rassicurare: nessun olio di frittura o forno usato in casa raggiunge temperature così alte! Quindi potete usare tranquillamente le vostre padelle antiaderenti per friggere, cuocere o arrostire quello che volete. Solo le pentole lasciate sul fuoco vuote per un lungo periodo di tempo possono superare questa temperatura: quindi consiglio di NON usare delle bistecchiere rivestite in materiali antiaderenti contenenti PTFE.

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