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INTERVISTA A FRANCESCA DE MORI CHE HA INTRAPRESO “ALTRE STRADE”.


Abbiamo incontrato Francesca De Mori per farci raccontare di “Altre Strade”, di come è nato questo suo nuovo lavoro, e dei suoi prossimi progetti.
Ecco l’intervista:

 
Ciao Francesca, raccontaci a chi hai dedicato questo tuo nuovo cd e con chi l’hai realizzato (musicisti).

Ciao e grazie a te per questa intervista e a tutti i lettori che mi leggeranno. Questo cd nasce in collaborazione con Daniele Petrosillo che ne ha scritto musica e testo  e con il quale ho avuto modo di parlare molto su di alcuni temi che mi appassionano, condividendo le mie esperienze e le sue esperienze di vita. Da parte mia collaboro nella parte letteraria di “”Altre strade””. Ho faticato molto, anche economicamente per realizzarlo, ho avuto dei momenti in cui mi sono sentita  molto stremata proprio dalle questioni di ordine pratico. Autoprodursi per esigenza è dura legge, ma è necessario assumersi dei rischi quando credi in qualche cosa con tutta te stessa. Ora sono contenta  per questo nostro lavoro che è dedicato a chi come me qualche volta ha perso la speranza, si è sentito solo e smarrito, e alle tante persone senza le quali questo non sarebbe stato possibile. Parlo di chi mi ha trasmesso affetto, incoraggiamento, donandomi una parola di conforto, un’insegnamento. 
Fondamentale è stato l’incontro con Salvatore Pezzotti, pianista e arrangiatore napoletano, che si è unito a noi come “”corpo”” unico occupandosi anche  dell’arrangiamento del Quartetto d’Archi Archimia, ospiti nel disco. Ne fanno parte Andrea Anzalone, cello; Serafino Tedesi e Paolo Costanzo, violino; Matteo Del Soldà, viola. Concludono l’ensemble musicale Rino Dipace alla batteria e Raffaele Kohler alla tromba e flicorno. Prezioso il lavoro di revisione dei testi che abbiamo compiuto insieme alla Dott.ssa Laura Pigozzi, cantante, analista e scrittrice e che ha scritto per noi l’incipit nel disco.

Qualche aggettivo per descrivere “Altre Strade”, e quando il momento che hai sentito il bisogno di farlo nascere.

Ti risponderò dicendoti quello che sento nel profondo e forse sarà un pò forte. Tutto il cd ha avuto ed ha per me potere taumaturgico. Ho potuto proseguire un processo di guarigione impegnandomi nel cantare testi di questo tipo. Per esempio la canzone che dà il titolo al cd è “”Altre strade”” ed  ha un inciso che, ripetendosi, spesso mi avvolge e assorbe completamente creando spazio interno.  “”Come l’acqua”” è una ballata incentrata sul tema della fragilità umana e che invita a muoversi come l’elemento acqua appunto. “” La ruota del tempo”” vira sui 7/4 una melodia incalzante,  su di un testo che parla di vite passate. “”Il gioco delle illusioni”” parla di un rapporto d’amore libero dalle proiezioni e per finire “”Liberamente”” porta in sè il tema della guarigione, che può avvenire a contatto con gli elementi naturali. Trovare il modo di abitare le parole è stato un punto fondamentale del mio lavoro.
 
Che tipo di orchestrazione prediligi per la tua musica?

Il desiderio di Daniele Petrosillo e mio è stato di utilizzare una formazione costituita da pianoforte, contrabbasso, tromba e quartetto d’archi, con l’idea di riprendere la canzone d’autore italiana e arricchendone la parte musicale. Nei brani originali la scrittura è contraddistinta da influenze jazzistiche e questo contribuisce a rendere i brani non facilmente catalogabili dal punto di vista del genere musicale.

Si dice che il jazz sia la musica in assoluto su cui sia più difficile guadagnare, qual’è il tuo pensiero a riguardo?

Non vorrei essere banale nel risponderti. Non è una domanda che può avere risposta “”secca”” perchè l’arte ha un movimento centripeto e/o  centrifugo. Il musicista e con questo vorrei comprendere tutti, al di là delle categorie, comprende come tutte le professioni persone che guadagnano cachet molto striminziti e cachet molto alti. La confusione su questo, a mio avviso, nasce dal fatto che spesso il jazz è considerato una musica di nicchia, ma ci sono artisti che proprio in questa categoria guadagnano molto. E così in altri generi. Il punto è che per i musicisti manca una corporazione, ma so che alcuni si stanno muovendo in tal senso, e che ne difenda i diritti. 

I tuoi punti di riferimento nel mondo della musica?

Senza ombra di dubbio gli esponenti della musica d’autore, non solo italiana e  del teatro canzone, ma anche artisti come Kathy Berberian, Bjork e poi le grandi cantanti americane. Non riesco a fare nomi perchè sono diventata onnivora.

 Questo per la musica è un momento davvero difficile, hai mai pensato di smettere di cantare? 

Sinceramente no. Per me cantare è un istinto, non è legato ad un risultato bensì ad un “”esserci””. Dice Platone: “” Non sarà il dèmone a scegliere voi, ma voi il dèmone. Non ti nascondo difficoltà importanti, ma chi in questo momento storico se ne può sentire esente? Smettere di cantare sarebbe come smettere di respirare, non onorare la virtù. Il percorso abbastanza lungo di “”gavetta””, come si usa dire, mi permette di navigare ancora, anche nella tempesta.
 
Chi ha creduto di più nel tuo talento e ti ha dato sempre la forza di continuare ad avere fiducia nelle tue potenzialità?

Sono tanti i nomi che con questa tua bella domanda girano nella mia testa. Alcuni amici  cari, musicisti e non, ma anche persone con cui non ho un rapporto di amicizia più consolidato ma che mi manifestano affetto e vicinanza. Centrali sono stati negli anni  il supporto di alcune figure care che io chiamo “”Maestri””. 
 
Il tuo prossimo obbiettivo artistico?

Realizzare live di buon livello e spero presto, un altro disco. Magari ne riparleremo insieme prossimamente. 

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