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Il significato di Arte.

Benvenuti miei carissimi lettori di Dreaming of Art,

questa settimana indagheremo il significato della parola Arte.

Non è per nulla facile delineare  la vera essenza della parola Arte, certo è che, aprendo un qualsiasi dizionario di lingua italiana o effettuando una ricerca on- line, ciò che troveremo saranno una serie di “descrizioni del termine ” non sempre conformi tra loro.

Digitando on line la parola Arte mi imbatto in questa prima definizione distribuita in punti, Arte è: “1. attività umana volta a creare opere di valore estetico. 2. Ogni attività umana che si compia con l’ingegno e secondo regole dettate dall’esperienza e dallo studio. 3. Nel Medioevo, corporazione professionale. 4. Artificio, astuzia, mezzo ingegnoso per raggiungere uno scopo».

Ma penso, allora, che sia opportuno, come in ogni storia che si rispetti, partire dal principio e  cercare dapprima di conoscere  l’ etimologia di questa piccola, grande parola, Arte.

Da dove ha origine?

Sembra che il termine abbia una radice ariana ar- che in sanscrito significa andare verso, oppure  adattare, fare, produrre.

Questa radice la ritroviamo anche  nel latino:  ars, artis. , in latino ars, artis significava ogni abilità materiale o spirituale mirata a progettare o a costruire qualcosa.

Originariamente, quindi, la parola Arte aveva un senso  pratico  indicando un’abilità in un’attività produttiva, la capacità di fare armonicamente un qualcosa, in maniera adatta.

Il senso della parola Arte coincideva con quello del greco tékhne, e questo valore si conserva ancora oggi, in alcune espressioni come “ad arte”, a “regola d’arte”.

Ma come intendevano l’Arte alcuni grandi filosofi come Platone  e Aristotele?

Difficile sintetizzare il loro raffinato pensiero in poche righe ma, entrambi, partivano  dal concetto di mimesis, che ridotto al significato base significa “imitare”.

Nel testo della Repubblica, Platone, prende ad esempio l’arte del pittore.

Il pittore non solo è l’artigiano capace di raffigurare tutte le cose, producendo quindi parvenze di parvenze, ma soprattutto è capace, mediante certe tecniche,  d’ingannare chi guarda l’opera sua.

L’arte, per Platone  può esistere solo se assoggettata alla filosofia, come momento di integrazione per esprimere e far capire la verità; limitata a sé l’arte è falsa, non ha una propria autonomia, viene recuperata solo come “strumento”, alla necessità di educare.

Da Il Sofista: “”Chi dice d’essere capace di produrre tutte le cose con un’arte sola sappiamo bene che non fabbricherà altro che delle imitazioni e degli omonimi della realtà, mediante la tecnica del disegno e mostrando da lontano i suoi, ai più innocenti tra i giovani fanciulli, darà loro l’illusione che sa creare la realtà vera di tutto ciò ch’egli desidera fare””.

Anche per  Aristotele l’arte è imitazione, e in quanto l’imitazione ha un proprio fondamento naturale “l’imitare è connaturato agli uomini ,tutti traggono piacere dalle imitazioni”.

Nell’imitazione di qualcosa è implicito l’inganno stesso, accettato ed anche apprezzato; nella rappresentazione invece è implicita la riproduzione della fabbricazione: una tecnica che crei qualcosa di vicino al modello, ma che non pretende di sostituirsi ad esso.

Riconoscere che alla base del fare Arte ci sia una tecnica è un passaggio importante.

L’artista  per Aristotele può rappresentare le cose in tre modi “come furono o sono, come si crede o si dice siano, o come dovrebbero essere”.In italiano, la parola Arte, appare  solo alla fine del XIII secolo ad indicare l’attività umana regolata da procedimenti tecnici e fondata sullo studio e sull’esperienza.

Solo più avanti prese  il significato di attività consistente nel creare prodotti di cultura, oggetto di reazioni del gusto e giudizi pubblici  sul loro valore, vale a dire l’opera.

Certamente, come abbiamo già scoperto, l’Arte è la capacità dell’uomo di creare qualcosa che presenti caratteristiche di armonia e bellezza.

Dal Settecento la scienza filosofica che si occupa dell’Arte e del bello è l’Estetica.

Allora l’Arte diventa  un’attività umana svolta manualmente o con l’intelletto, ed è diretta a comunicare i sentimenti e le impressioni dell’artista; si può manifestare attraverso testi letterari scritti o segni tracciati su una superficie, come disegni e pitture, può esprimersi con forme plastiche, come sculture o edifici, o tramite suoni.

Sono dette arti, attività comuni, normali, di carattere pratico, se svolte con perizia e secondo regole.

Il Dizionario Treccani così definisce il termine Arte : « Capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, e quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati».

Dal Medioevo alla Rivoluzione Francese, il termine Arte indicò, anche, un’ organizzazione che riuniva artigiani, mercanti e lavoratori per tutelare i propri interessi.

Oggi, con il termine Arte si intende l’alta manifestazione delle capacità espressive e creative, e in particolare di quella capacità di “inventare” che è propria dell’uomo.Questo significato odierno del vocabolo cominciò a delinearsi nel XIV secolo con riferimento alla pittura, alla scultura, all’architettura e  riferendosi alle Belle Arti.

Wikipedia riporta: «Tuttavia non esiste un unico linguaggio artistico e neppure un unico codice inequivocabile di interpretazione ».

La comunicazione artistica è quindi un qualcosa di assolutamente  personale, perciò l’artista è una figura che opera in un mondo non preciso.

Moltissimi infatti sono i campi che,  forse  in modo sbagliato, sono  identificati, con la  parola “Arte”;  dalle “arti nobili”, come la pittura, la scultura  a tutto il complesso universo dell’arte moderna.

Vorrei tanto scoprire se mai ci sarà un limite a tutto questo “incasellamento ”, nella definizione di Arte, qualsiasi cosa venga generata da chiunque si creda un artista.

Se l’Arte come la intendeva Platone deve piegarsi alla filosofia, perché dispensatrice di cultura,  sulla base di questa cultura essa deve essere giudicata.

Se come intende Aristotele, l’Arte è rappresentazione nuova rispetto ad un modello, allora la “fondamentale è la reinterpretazione attraverso la personalità”.

Ma se  Arte è  l’ attività umana volta a creare opere di valore estetico, così non può esserlo, ogni attività umana che si compia con l’ingegno e secondo regole dettate dall’esperienza e dallo studio, poiché la vera Arte sfugge al completo controllo di ogni definizione puramente teorica.

L’Arte è e sarà per sempre Libera

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