OlisticaSalute e benessere

La ricerca dell’equilibrio tra razionalità ed emotività

La parte anteriore del cervello umano ha due emisferi, il destro e il sinistro.

L’emisfero sinistro è il responsabile della razionalità: processi linguistici, sia scritti che orali, concatenazione logica del pensiero e la percezione analitica della realtà. Viene anche chiamato l’emisfero “Ingegnere”, a me piace definirlo il  “Guardiano di Porta”.
L’emisfero destro è il responsabile, invece, dell’emotività: capacità di provare emozioni, nonché dell’elaborazione visiva, percezione delle immagini e degli stimoli emozionali (per esempio guardando un tramonto, una fotografia, il viso di una persona). Viene anche chiamato l’emisfero “Poeta”, a me piace definirlo  il “Mastro di Chiavi”.

Quello che chiamiamo “centratura” è il sereno equilibrio tra emisfero destro ed emisfero sinistro. Se si è in grado di mantenere in equilibrio queste due parti, senza permettere che una domini l’altra, si ottiene una “centratura” che corrisponde a benessere e serenità.

Se invece permettiamo, e sottolineo PERMETTIAMO, che uno dei due emisferi domini sull’altro, si verifica un disagio che a lungo andare può provocare anche serie ripercussioni sul nostro benessere e sul nostro agire nel mondo.

Vi siete mai resi conto del vostro chiacchiericcio mentale? Di come vi fate domande e vi rispondete da soli? Di come vi date consigli e valutate mentalmente le varie conseguenze di quello che potreste dire ad una persona o di come vi potreste comportare? Di quanto questa narrazione interna, se prolungata, possa assorbire le vostre energie, possa togliervi il sonno, l’appetito o distogliervi dalle vostre azioni quotidiane?
Quanta potenza date ad un pensiero? Quanta energia?
Un emisfero diventa dominante sull’altro quando gli permettiamo di svolgere processi e funzioni perché siamo convinti che l’emisfero opposto non è in grado di gestirli in modo altrettanto competente.
Una delle scoperte più grandi delle neuroscienze è che l’emisfero sinistro del cervello umano è incline a fabbricare narrazioni verbali che non si accordano necessariamente con la realtà.
Il cervello sinistro tesse la propria storia per convincere se stesso (e noi) di avere il controllo. Ma ditemi : che effetto fa avere nell’emisfero sinistro qualcosa che assomiglia molto ad un giornalista di regime?

Spesso, quando si crede di essere razionali, si è in realtà ingannati dagli stessi pensieri.
Già il filosofo greco Epitteto sosteneva che non è ciò che accade che ci turba, MA I NOSTRI PENSIERI SU CIO’ CHE ACCADE.

Quando crediamo ai nostri pensieri invece che a quello che è vero per noi, sperimentiamo vari tipi di malessere emotivo che chiamiamo sofferenza. La sofferenza è un sistema di allarme naturale, corporeo, che ci avverte che ci stiamo attaccando ad un pensiero.
Se non ascoltiamo questa campanella di allarme, finiamo per accettare questa sofferenza come un elemento inevitabile della nostra vita. Una sofferenza “cronica” può anche provocare malattie psicosomatiche più o meno gravi.

Il cervello non è scisso in due parti indipendenti: emisfero destro ed emisfero sinistro sono strettamente connessi tra loro, caratterizzati da un continuo scambio di informazioni e messi in comunicazione tra loro da un grosso fascio di fibre nervose, il corpo calloso, che permette al cervello di integrare le elaborazioni delle varie aree.

La buona notizia è che noi siamo i registi della nostra vita e noi possiamo mantenere in equilibrio queste due meravigliose parti di noi, che sono al nostro servizio.
Come? Gli strumenti che un operatore olistico può offrire sono molteplici e differiscono a seconda del tema che il cliente ha più a cuore e vuole osservare e trasformare.
Quando avete un pensiero ricorrente che vi turba, potete sperimentare questo esercizio:
permettetevi uno spazio solo per voi, dove nessuno vi disturba (nemmeno il cellulare), prendete un foglio bianco e scrivete.

Scrivere è molto importante. Serve a sigillare ciò che accade in quel preciso momento dentro di voi. In relazione a quel pensiero che vi turba, scrivete in alto il vostro pensiero, in maiuscolo e definitelo con precisione. Poi scrivete queste domande seguite dalla risposta:


– Posso sapere con assoluta certezza che questo pensiero è vero?
– Come reagisco, cosa succede nella mia vita quando credo a questo pensiero?
– Come starei (emotivamente) senza questo pensiero?
– Come cambierebbe la mia giornata se io non avessi questo pensiero?
Un pensiero è innocuo fino a che non ci crediamo. I pensieri semplicemente appaiono. Vengono dal nulla e ritornano al nulla, come nuvole che attraversano il cielo vuoto. Vengono per passare, non per restare. Non fanno male fino a che non ci attacchiamo ad essi come se fossero veri.
Perché nessuno può ferirci, se noi non lo permettiamo. Solo noi possiamo dare questa autorizzazione.

Se avete domande o volete chiarimenti, potete contattarmi alla mia mail: [email protected]
Trovate gli eventi da me organizzati sulla mia pagina fb: Daniela Molteni Operatore Olistico

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