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Anche i cani hanno un anima

Al giorno d’oggi è sempre più diffuso l’amore per gli animali. In passato non ci si preoccupava che loro, come noi, fossero esseri viventi provvisti di un’anima. In genere non si è mai creduto che fossero in grado di provare sentimenti a tal punto che i nostri nonni , allevatori di  cavalli, mucche, galline, conigli prima o poi ce li facevano ritrovare nel piatto. Nel corso degli anni in molti sono diventati vegetariani o vegani proprio perché si sono resi conto che allevarli ed ucciderli per mangiarli è una crudeltà.Fin da piccola ho avuto la passione per gli animali e crescendo ho potuto dedicarmi a loro sempre più aiutando i meno fortunati tanto da iniziare, tre anni fa, a fare volontariato al Rifugio La Cuccia di Imperia. Qui ho scoperto un nuovo mondo, ho conosciuto tante volontarie che mi hanno raccontato le storie di tutti i cani rinchiusi di cui una in particolare mi ha proprio colpito.

Anni fa venne a mancare un signore proprietario di 12 cani taglia medio-grande e, come spesso succede in questi casi, vennero portati al canile. Nel corso degli anni alcuni di loro vennero adottati, tra cui anche Piccolo, cagnolone innamorato di Zizì, sua compagna da sempre. Quando Piccolo venne accolto in una nuova casa, iniziò ad essere triste e a non mangiare più. Giorni dopo l’adozione scappò e percorse ben 15 km per tornare al canile. Una delle volontarie trovandolo accovacciato al cancello del Rifugio lo riportò nella gabbia assieme a Zizi dove riprese a scodinzolare e a mangiare. Pensate, ha rinunciato al caldo e alle coccole di un umano per l’attaccamento alla sua amata.  Ebbene, è con enorme piacere che vi dico che i 12 cani sono stati adottati, inclusi Piccolo e Zizi (nuovamente separati ma entrambi felici nelle rispettive nuove famiglie).

Ditemi, siete davvero certi che gli animali non provino sentimenti? Quanti di noi avrebbero rinunciato a tanto per amore? Abbiamo davvero molto da imparare. Questa storia speciale venne addirittura riportata su “Il Secolo XIX”.

L’errore comune che si commette è credere che si possa accogliere un animale per poi buttarlo via come fosse un giocattolo rotto. Non tutti comprendono che l’abbandono è un trauma.

Io ho due cani (+ 1 in arrivo) e 3 gatti.  La seconda cagnolina che ho accolto mi è stata consegnata da un padrone che mi chiese di portarla al canile in quanto allergico al pelo. Era estate, la stagione degli abbandoni, le gabbie del Rifugio erano occupate e io non me la sentivo proprio di farla rinchiudere in un box. Decisi di tenerla con me. Non conoscevo nulla dei suoi otto mesi di vita ma dopo qualche giorno fu lampante che aveva subìto traumi: se alzavo il tono di voce o vedeva per strada uomini e bambini iniziava a ringhiare. Per questi motivi decisi di farla rieducare. Il percorso ha  aiutato molto entrambe ad instaurare un rapporto di fiducia, ma soprattutto ha permesso a me di comprendere e individuare i segnali che i nostri amici a quattro zampe trasmettono per comunicare e che spesso passano inosservati.  Ho capito l’importanza di conoscere il linguaggio dei cani (fatto di piccoli gesti)  e di conseguenza poter convivere con loro nel migliore dei modi. E’ già da due anni che vive con me e la paura dell’uomo è ormai superata. L’unico timore che le resta è quando qualcuno l’accarezza da dietro. Il suo spavento, è un chiaro segnale che le percosse subite arrivavano proprio da dietro a tradimento, sulla schiena.

Con costanza e amore niente è impossibile

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